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Valentino BarellaCoach strategicoPrenota 30 minuti

Le emozioni

Le emozioni sono messaggi

L'emozione arriva da sola: non la scegli. Cosa ne fai, invece, lo decidi tu.

Il postino

Nel modello di Equilibrio Emotivo di Piercarlo Romeo, che uso in sessione, ogni emozione è un postino che consegna un solo tipo di messaggio.

Si può litigare con il postino, oppure leggere la lettera.

Striscia in quattro vignette. Prima: un postino con una lettera bussa alla porta, è il senso di colpa; la persona sul divano guarda il telefono e dice «non adesso». Seconda: il giorno dopo il postino torna e bussa più forte, in casa non apre nessuno. Terza: arriva la rabbia, il postino parla con un megafono perché c'è qualcosa da cambiare; la persona si tappa le orecchie. Quarta: la persona ha aperto la porta e legge la lettera: «il piano non era tuo»; il postino se ne va salutando.

Un messaggero che non ascolti torna, bussando alla tua porta più forte. Vignette disegnate con l'AI.

Le quattro che arrivano più spesso

A chi fa sport senza gareggiare, con il loro messaggio:

Frustrazione
«Mi alleno e non cambia niente.» Fermati e guarda direzione e intensità dello sforzo. Quasi sempre è l'intensità.
Senso di colpa
Dopo un giorno saltato. Hai tradito un valore: ma è tuo, o è del piano? Se è del piano, si cambia il piano.
Paura
Di mollare di nuovo. C'è un pericolo, ed è reale? Evitare di ripartire «per non deludersi» è la mossa che la fa crescere.
Piacere
Quello di uscire a correre. Questa cosa ti fa bene: è tua, o è il traguardo di qualcun altro? È la bussola della Disciplina Gentile: si lavora finché torna lui.

Prova a leggere la lettera

Hai saltato un allenamento. Cosa senti?

Niente viene salvato: è solo per leggere il messaggio prima di rispondere al messaggero.

Il messaggero è passato anche da te?

In 30 minuti online, gratuiti, leggiamo insieme cosa dice la lettera, e da dove si riparte.

Prenota 30 minuti

Si apre il calendario della scuola FYM. Poi ti arriva un invito via email: accettalo. Per spostare o disdire, rispondi lì.

Il coaching affianca il medico e lo psicologo, non li sostituisce: se quello che senti pesa sulla giornata, la strada giusta è un professionista sanitario, e te lo dico al primo colloquio.